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Itinerari tematici Città – Museo
Servizi di visita guidata
Prezzi di tutti gli itinerari :
Gruppi Adulti: 10,00 euro (guida + 2 Musei)
Per le Scuole (6 – 14 anni): 5 euro
Per le scuole Superiori (dai 15 anni): 7 euro
Per gruppi di almeno 20 partecipanti
Durata: mezza giornata
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“Una passeggiata per le strade della città vecchia è come lo sfogliare a caso un volume di storia dell'arte e incontrare le illustrazioni più espressive dei vari periodi dell'arte italiana”
(Jean Paul Sartre)
“Sicuramente Ascoli, non se ne dolga Ubrino; è la più bella città delle Marche, una delle più belle d'Italia”
(Cesare Brandi)
Gli itinerari tematici offerti dai Musei Civici di Ascoli Piceno, oltre alla tradizionale visita guidata alle tre strutture museali (Pinacoteca Civica, Galleria d'Arte Contemporanea, Museo della Ceramica), offrono la possibilità di conoscere le più suggestive espressioni artistiche e architettoniche che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la storia, le tradizioni e la creatività della “Città delle Cento Torri”.
Grazie all'ampio scenario di epoche storiche, di cui Ascoli conserva preziose testimonianze, sarà possibile ammirare i misteri del romanico, l'eleganza del Rinascimento e i fasti del Barocco nell'intricato snodarsi delle rue e delle piazze della città.
Le visite guidate, svolte da personale in possesso del titolo di guida turistica, possono essere effettuate in più lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo) e si rivolgono alle più varie tipologie di utenti: dai gruppi organizzati e non, alle scuole di ogni ordine e grado e alle associazioni.
E' possibile scegliere tra una gamma articolata di proposte che potranno adeguarsi alle esigenze dei nostri utenti, riducendo o ampliando l'itinerario proposto.
In particolare:
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per i gruppi: si potranno elaborare percorsi personalizzati per rispondere alle più specifiche richieste;
- per le scuole: si potranno concordare con l'insegnate percorsi che focalizzano l'attenzione su aspetti particolari, a seconda delle esigenze dei programmi didattici in corso. Per gli insegnanti è possibile effettuare visite precognitive gratuite nella struttura museale che si intende visitare per avere informazioni sulle collezioni e opere esposte e sui percorsi di visita attivati.
Il servizio di segreteria centralizzato,oltre al servizio di prenotazione, è in grado di offrire una pronta risposta a qualsiasi richiesta dei visitatori o delle scuole che intendono prenotare uno degli itinerari tematici proposti.
E' possibile organizzare percorsi tematici dalla durata di un'intera giornata o anche di più giorni, con servizi di pernottamento e ristorazione.
CALL CENTER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 0736/298213
ECCETTO IL LUNEDI' TUTTI I GIORNI DALLE 10.30 ALLE 18.00
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“Le Piazze Museo”
Le splendide piazze della città con il loro rilucente travertino, le eleganti facciate delle chiese romaniche, l'armonia delle architetture rinascimentali e i musei raccontano secoli di storia e di creatività.
L'itinerario si snoda tra queste eleganti piazze, veri e propri musei a cielo aperto, sulle quali si affacciano i più bei monumenti delle città. Si parte dalla medievale Piazza Arringo, delimitata da alcuni degli edifici più significativi della città:il Battistero (di epoca Romanica),la maestosa Cattedrale (all’interno della quale è conservato uno splendido polittico di Carlo Crivelli), il Palazzo Comunale all’interno del quale è ubicata la Pinacoteca Civica; si attraversa quindi la cinquecentesca Piazza del Popolo, circondata per due lati da uno splendido porticato, delimitata dal Palazzo dei Capitani (frutto dell’unione di più edifici medievali), dal Caffè Meletti (raro esempio di caffè liberty), dalla Basilica di San Francesco XIII°-XIV° sec. con la Loggia dei Mercanti. Percorrendo Corso Mazzini (antico decumano romano) si raggiunge piazza S. Agostino dominata dalla facciata dell’omonima chiesa di epoca romanica (di recente ristrutturazione, nel cui convento è stato realizzato un Polo Culturale che ospita la Biblioteca Comunale e la Galleria d’Arte Contemporanea) e da due imponenti Torri Gentilizie (Ascoli era un tempo città delle cento torri e ne sono ancora rimaste un cospicuo numero); l’itinerario si conclude percorrendo le caratteristiche rue per raggiungere Piazza S. Tommaso, gia anfiteatro romano, con la Chiesa di San Tommaso (di epoca romanica) il cui chiostro ospita il Museo dell’Arte Ceramica dove è conservata una collezione di pregiati manufatti locali (Ascoli è una delle città della ceramica) arricchita con pezzi pregiati provenienti da Castelli, Deruta ecc
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“Musei e chiostri cittadini”
L’itinerario è predisposto per consentire la visita ai tanti chiostri della città ospitati negli imponenti complessi monastici. Il percorso dà ai visitatori la possibilità di scoprire questi suggestivi luoghi spiritualità che oggi in molti casi ospitano Musei e collezioni d'arte. La visita guidata ha inizio in Piazza S. Tommaso, originaria sede dell'anfiteatro romano, dove l'antico chiostro agostiniano della chiesa di S. Tommaso, di recente restauro, ospita il Museo dell'Arte Ceramica. Tra i conci di travertino e le colonne color latteo è possibile ammirare la collezione di pregiati manufatti in ceramica provenienti dalle più importanti botteghe ascolane e da rinomate città come Castelli, Deruta ecc. Si prosegue per il Chiostro del complesso di S. Agostino, annesso all'omonima chiesa, oggi trasformato in Polo Culturale all'interno del quale sono ospitate la Biblioteca comunale e la Galleria d'Arte Contemporanea “O. Licini”.
Percorrendo Corso Mazzini e nelle immediate vicinanze dell'elegante Piazza del Popolo, si visita il Chiostro Maggiore di S. Francesco che fa parte del monumentale complesso architettonico della chiesa gotica di S. Francesco. Il Chiostro, splendidamente restaurato, si caratterizza per il susseguirsi di 20 archi a tutto sesto che si sviluppano su colonne corinzie.
Percorrendo l'antica Via Pretoriana sede di eleganti palazzi gentilizi, si arriva alla Chiesa di S. Angelo Magno, mirabile esempio di barocco ascolano con i suoi spettacolari altari barocchi, le fastose tele di Ghezzi e Maratta e gli scenografici cicli di affreschi sei-settecenteschi. Nell'annesso chiostro si potrà ammirare lo splendido porticato caratterizzato da eleganti e sobri pilastri poligonali e ornato nelle lunette con scene della vita di S. Benedetto. Lungo il percorso è possibile curiosare in alcuni degli splendidi chiostri privati che si aprono all'interno dei numerosi Palazzi del Centro storico.
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“I fasti del Barocco”
La prolifica stagione sei-settecentesca rinnova gran parte dei monumenti civili e religiosi della città, grazie anche alla presenza di Ordini e Congregazioni religiose che cercavano di superarsi l'uno con l'altro, in una vera e propria competizione, nell'abbellire e impreziosire le loro chiese e conventi, secondo i canoni del barocco allora imperante. L'itinerario consente di riscoprire sontuosi arredi, spettacolari macchine d'altare e opere d'arte di notevole valore. Il tour ha inizio con la visita alla collezione di capolavori di questo periodo della Pinacoteca Civica: l'elegante ed sublime “Annunciazione” di Guido Reni, “Il Transito di San Giuseppe” del pittore napoletano Luca Giordano, “La Presentazione al tempio” di Ludovico Trasi e varie opere di Carlo Maratta. Nell' itinerario urbano si ammirano eleganti edifici che richiamano le scenografiche architetture del barocco romano: i Palazzi Lenti e Parisani in Corso Mazzini, in Piazza Arringo la Cattedrale di S. Emidio (in particolare il gruppo marmoreo realizzato da Lazzaro Giosafatti nella Cripta) e il Palazzo dell’Arengo la cui facciata in travertino, opera di Giuseppe Giosafatti, è uno dei massimi esempi di edilizia civile barocca locale, la chiesa di S. Maria della Carità rifulgente di stucchi, statue e affreschi. Percorrendo la suggestiva Via Pretoriana, si arriva alla splendida chiesa di S. Angelo Magno, dall'imponente facciata romanica. L'interno lascia sbalorditi per l'ampiezza degli spazi, le pregiate colonne in marmo e uno dei più bei cicli pittorici della città. Ultima tappa del percorso è S. Pietro Martire, grandiosa chiesa domenicana con i fastosi altari barocchi di Lazzaro e Giuseppe Giosafatti.
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“La Pinacoteca e la magia del teatro”
Sin dalla fine del XVI° sec. esisteva una scena stabile per le rappresentazioni teatrali nelle sale del palazzo comunale oggi adibite a Pinacoteca Civica. Nell’antica sala consigliare, oggi Sala della Vittoria, fu costruito nel 1722 il primo teatro cittadino; una meravigliosa struttura lignea realizzata dal Bibiena e intitolata all’eroe ascolano di epoca romana Ventidio Basso. Negli anni si susseguirono opere, commedie, tragedie interpretate da artisti di grande successo. L’ultima rappresentazione nel 1839 coincise con l’inizio dei lavori per la costruzione del nuovo teatro in Via del Trivio, fortemente voluto dalla cittadinanza ascolana, fu luogo di svago e ambiente culturalmente stimolante sino ai tempi odierni.
L’itinerario prende avvio dalla visita alla Pinacoteca dove è possibile ammirare le eleganti sale espositive, tra le quali Sala della Vittoria, soffermandosi sulle opere ottocentesche per approfondire la figura di Giorgio Paci, uno dei fondatori della Pinacoteca nonché l’autore delle decorazioni interne dell’attuale teatro. Attraversando le vie del centro e ripercorrendo idealmente la storia del teatro cittadino si giunge al Ventidio Basso dove si conclude l’itinerario, visitando l’ingresso del teatro con le preziose sculture del Paci, il foyer, la platea e il dietro le quinte immergendosi così alla magica atmosfera del teatro.
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“Per le vie della città”
Il visitatore che si trova a passeggiare tra le vie, le rue e le piazze della città non potrà che rimanere meravigliato dalla grande varietà di stili artistici (dal romanico, al rinascimentale al barocco), dal susseguirsi dei palazzi e delle piazze, dalle imponenti Torri gentilizie simbolo di un passato glorioso e battagliero. L'itinerario prevede la visita dei Musei Civici (si potrà decidere di visitare anche soltanto uno o due di essi) e dei più interessanti siti storico-artistici della città. Partendo dalla medievale Piazza Arringo (per tutto il medioevo centro della vita politica e civile della città), la prima tappa è la Cattedrale dedicata a S. Emidio, patrono della città, che si presenta oggi, dopo molti adattamenti, con l'elegante e imponente facciata in travertino del 1532; l'interno ospita il capolavoro dell'artista veneziano Carlo Crivelli: “Il Polittico” (1473) e la Cripta dove, sono conservate le spoglie del santo patrono. A sinistra della Cattedrale si può ammirare uno dei più interessanti esempi di architettura romanica italiana: il Battistero di S. Giovanni dell' XI°; sul lato della Piazza si affaccia Palazzo dell’Arengo dalla monumentale facciata in travertino del XVII°, sede del Comune e della Pinacoteca Civica. La visita prosegue verso Piazza del Popolo, elegante esempio di piazza rinascimentale, sui cui scenografici portici si affacciano: l’imponente Palazzo dei Capitani (XIII°-XVI°) sede dei Capitani del Popolo; lo storico Caffè Meletti, i cui interni in stile Liberty sono il palcoscenico della vita mondana della città; la grandiosa chiesa gotica di San Francesco (XIII°-XVI° sec.), con le fiorite decorazioni trecentesche dei portali in travertino; la Loggia dei Mercanti dalle ariose arcate cinquecentesche. Svoltando per Via del Trivio ci si imbatte nel Chiostro Maggiore della Chiesa di San Francesco e nella Neoclassica facciata del Teatro Cittadino. Poco più avanti in Piazza Ventidio Basso si viene colpiti dalla maestosità della chiesa domenicana di San Pietro Martire dagli interni barocchi e dalla chiesa dei SS Vincenzo e Anastasio dalla facciata in 64 formelle. Il percorso si conclude con una piacevole passeggiata nella medievale Via dei Soderini da dove è possibile addentrarsi nelle suggestive “rue” del quartiere medievale.
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“I luoghi della ceramica”
La lavorazione della ceramica è una delle più antiche e feconde forme d’arte della città, dai bacini ceramici che adornano le chiese romaniche alle nuove botteghe dei giovani ceramisti, Ascoli porta i segni della produzione ceramica, attività che si è tramandata dall’antichità fino ad oggi. L’itinerario ha inizio dal Museo della Ceramica situato nella scenografica Piazza S. Tommaso, l’antica struttura e il chiostro interno del XIV° sec. ospitano ceramiche di eccezionale valore: dalle testimonianze più antiche della produzione ascolana risalenti al XV sec. ai preziosi manufatti di Castelli in Abruzzo, Deruta, Faenza, Montelupo per concludere con la maiolica ascolana dell’ 800 decorata dalla famiglia di ceramisti Paci e la più moderna produzione di gusto decò del 900. Il museo ospita inoltre una mostra temporanea dedicata ai ceramisti ascolani contemporanei: la nuova generazione si inserisce così a pieno titolo nella storia della produzione artistica della ceramica ascolana. È proprio da qui che il nostro percorso prosegue con la visita alle botteghe artigiane che, sparse lungo le vie del centro storico, producono manufatti dai raffinati decori perpetuando la tradizione locale. Presso ogni bottega è possibile ammirare la produzione artigianale e conoscere le tecniche produttive e i segreti dei maestri ceramisti ascolani.
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“La collezione Ceci: dalla Pinacoteca al museo dell’Arte ceramica”
Il celebre chirurgo ascolano Antonio Ceci esercitò la sua professione prima come docente universitario a Genova, dove iniziò una prima campagna di acquisti di opere d’arte che proseguì poi nelle tappe successive della sua attività di medico a Modena, Roma, Bologna e Pisa dove morirà nel 1920 in seguito ad una grave malattia. Per testamento Ceci destinò le sue raccolte artistiche ai comuni di Ascoli Piceno e Pisa; oltre 220 dipinti italiani e stranieri databili fra il XV e il XX sec., parecchie centinaia di miniature, di maioliche, di curiosità antiche, di mobili e di bibelots divise tra le due istituzioni. L' itinerario consente di ricostruire la cospicua collezione di opere che l'importante medico ascolano donò alla sua città e che oggi viene conservata sia nella Pinacoteca Civica sia nel Museo della Ceramica. Punto di partenza è la visita alla Pinacoteca dove la collezione Ceci occupa più di una sala espositiva mostrando in tutto il suo splendore l'eterogeneità dei quadri, delle sculture e degli altri oggetti d’arte, raccolti sul mercato antiquario dal collezionista, testimonianza di un singolare gusto eclettico: dalle opere fiamminghe tardo quattrocentesche alla pittura genovese barocca fino alla pittura veneziana settecentesca e al prezioso studiolo in legno pregiato intarsiato in avorio. La collezione prosegue al Museo della Ceramica dove hanno trovato luogo le raffinate maioliche italiane provenienti da Faenza, Montelupo, Deruta, Savona e le porcellane francesi e tedesche raccolte dal Ceci nei suoi svariati soggiorni di lavoro in Italia e all’estero e che lo svelano un raffinato conoscitore d’arte.
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“Le trame del sacro: la Pinacoteca e le chiese della città”
Il nucleo iniziale della Pinacoteca, al momento della sua apertura, nel 1861, era costituito dalle opere provenienti dalle chiese e dagli edifici dei vari ordini religiosi della città, soppressi nella seconda metà del XIX° secolo ed indemaniati insieme con le opere in essi contenuti. E' affascinante ricostruire il percorso che lega le opere conservate in Pinacoteca alle chiese ascolane per le quali tali straordinari capolavori furono originariamente commissionati. Dopo la visita della Pinacoteca nel corso della quale si ammirano le principali opere di soggetto sacro, da Tiziano a Guido Reni, da Cola dell'Amatrice a Luca Giordano, l'itinerario urbano prevede la visita alle chiese da cui tali opere provengono: nelle immediate vicinanze del Forte Malatesta (XIV° - XVI° sec.) si visita la seicentesca chiesa del Carmine che conservava “Il transito di San Giuseppe”; la piacevole passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele conduce il visitatore al Duomo di S. Emidio, in Piazza Arringo, da cui proviene “La Madonna con bambino e Santi” di Giuseppe Cades; in una delle più antiche le chiese della città, S. Angelo Magno, dall'attuale assetto barocco, si trovava esposta la “Santa Francesca Romana” del pittore romano Carlo Maratta; in Piazza Roma, poco distante da Piazza del Popolo, si visita la chiesa di S. Maria della Carità sede originaria dell' ”Annunciazione“ di Guido Reni; l'ultima tappa del tour è Piazza del Popolo dove si affaccia l'imponente chiesa gotica di S. Francesco. Nel corso dei secoli i Francescani, che officiavano questo complesso, commissionarono una serie di opere di grande valore a importanti artisti, in continua competizione con gli altri Ordini Religiosi Mendicanti (I Domenicani di S. Pietro Martire e gli Agostiniani di S. Agostino). Il frutto di questi sforzi furono: il “Polittico della Croce” di Cola dell'Amatrice e “Francesco che riceve le stigmate” di Tiziano.
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“La citta' del travertino. Itinerario della scultura”
“E' il travertino a fondere in armonia unica le linee delle moli superbe dei palazzi, delle chiese e delle dimore. È il travertino, la tipica pietra locale, brunita dai secoli, cui la luce solare conferisce tinte dorate, la sola pietra da costruzione qui usata per erigere anche i più modesti edifici”(Antonio Rodilossi – Ascoli Piceno: Arte, Storia, Folclore). L'itinerario prevede la visita di importanti opere di scultura, dal Seicento al Novecento, di artisti locali e nazionali conservate nelle sale della Pinacoteca Civica dove l'attenzione si concentra sull'attività degli artisti ascolani, da Lazzaro Morelli ad Alfio Ortenzi, passando per la grande stagione ottocentesca. L'itinerario urbano è invece incentrato sull'attività della famiglia Giosafatti che a partire del XVI° secolo si fece portatrice del linguaggio berniniano in città. Fin dal tardo seicento, il rapporto con l'arte romana fu, ad Ascoli, più forte e continuo che in qualsiasi altra città delle Marche. La passeggiata lungo le vie della città consente di apprezzare interessanti esempi di scultura civile e religiosa che nel corso dei secoli hanno arricchito palazzi e chiese della città: in Piazza Arringo si può ammirare la facciata del Palazzo dell'Arengo con l'alto portico a cinque arcate e le eleganti cariatidi che abbelliscono i finestroni del piano nobile; sempre in Piazza Arringo si segnalano le armoniose simmetrie delle colonne corinzie e dei frontoni della facciata del Duomo (1529 – 1539) opera dell' architetto Cola Dell'Amatrice; all'interno si visita la Cripta che conserva il gruppo marmoreo di “S. Emidio che battezza Polisia”(1728 – 1730) di Lazzaro Giosafatti ; nell'itinerario alla scoperta del travertino non può mancare la visita al salotto buono della città, la rinascimentale Piazza del Popolo, dove ogni palazzo, ogni chiesa e ogni colonna è rivestito dalla splendida pietra locale. Il percorso si conclude nella grandiosa chiesa di S. Pietro Martire, tutta in travertino, al cui interno si possono ammirare i fastosi altari barocchi eseguiti dai Giosafatti tra il 1674 e il 1701.
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“La piazza museo: i luoghi crivelleschi”
Nel panorama artistico ascolano della seconda metà del quattrocento il pittore veneto Carlo Crivelli è l'artista più rappresentativo e fecondo. Formatosi nella bottega padovana dello Squarcione al tempo in cui vi lavorava anche Mantegna, Crivelli giunto nelle Marche (ad Ascoli acquisto una casa), elabora subito uno stile originale e raffinato, legandosi alla cultura tardo gotica ancora in auge nelle Marche del quattrocento. L'opulenza decorativa, le elegantissime Madonne su fondo dorato, i dettagli pregiati e le elaborate cornici gotiche che incorniciano le tavole dei suoi polittici ne fanno, a partire dall'ottocento, uno degli artisti più ricercati dai collezionisti e dai musei di tutto il mondo. Ed è per questo motivo che, delle tante opere commissionate a Carlo Crivelli ad Ascoli, solo tre possono oggi essere ammirate in città, ed esse sono concentrate nello scenografico spazio di Piazza Arringo, una sorta di piazza museo dove si affacciano i tre luoghi che le conservano (i “luoghi crivelleschi”).
Partendo dalla Pinacoteca, che presenta i due trittici di Valle Castellana (La Madonna col bambino tra S. Pietro Martire e S. Giacomo della Marca e La Madonna con bambino e S. Lucia tra S. Antonio Abate e S. Sebastiano), si giunge al Museo Diocesano dove si trova esposta la Madonna con bambino conosciuta anche come tavola di Poggio di Bretta. Il breve ma prezioso itinerario trova la sua conclusione presso la Cattedrale di S. Emidio dov'è collocato il celebre e grandioso polittico, riconosciuto unanimemente come il capolavoro dell'artista.
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“Il mondo delle gallerie”
Il mondo dell’arte contemporanea non vive solo di geniale operosità ma anche dell’impegno di molti operatori culturali, critici, galleristi che investono il proprio talento, studio, tempo per consentire una maggior fruibilità dell’opera. L’itinerario proposto consente di poter interagire direttamente con gli ambienti dove l'arte trova la sua piu' completa espressione: gallerie, musei privati, etc. Dopo aver effettuato la visita guidata presso la Galleria d'Arte Contemporanea “O. Licini” si visita, a scelta, una delle gallerie private della città, dove è possibile entrare in contatto con gli operatori del settore e scoprirne i segreti, le tecniche e le dinamiche del rapporto arte-mercato.
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“Dalla Galleria agli atelier d'arte”
Si tratta di un itinerario particolare in cui, oltre alla visita guidata alla Galleria d'Arte Contemporanea “O. Licini”, è possibile incontrare un'artista (pittore o scultore o ceramista) nel luogo in cui l'opera d'arte viene ideata e prende forma: il suo Atelier.
L'incontro diretto con l'artista nel proprio ambiente – studio consente di fare esperienza diretta su come viene elaborata e realizzata un'opera pittorica, una scultura o un manufatto in ceramica, così da svelare i misteri che presiedono al processo creativo che porta alla realizzazione di un opera e percepire l'evoluzione stilistica apportata dall'arte contemporanea.
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